Riflessioni sulla crisi 2 – La manomorta finanziaria

Tratto da : digilander.libero.it

Esiste nel mondo, ma limitiamoci all’Italia, esiste in Italia una gigantesca manomorta rappresentata dalla rendita finanziaria che è la responsabile di ciò che sta accadendo. La rendita finanziaria è quell’insieme di attività che consente di fare reddito senza lavoro. E quindi è quell’attività che produce reddito con il lavoro degli altri (di quelli che tirano la carretta: contadini, operai, impiegati, artigiani, professionisti, intellettuali, artisti, imprenditori). Questa rendita ha prodotto un immenso patrimonio che non viene quasi mai tassato. Tale patrimonio si è quindi costituito con il lavoro degli altri e con l’attività dello Stato nel campo delle infrastrutture e nell’esercizio di funzioni eminentemente pubbliche (almeno per ora), quali la difesa, l’istruzione, la sanità, ecc., quindi di nuovo con le imposte dei produttori di lavoro.

Nel momento in cui c’e bisogno di risorse aggiuntive per ridurre sostanzialmente il debito pubblico, la cui consistenza è diventata una pesantissima palla al piede per le giovani generazioni, quella rendita e quel patrimonio andrebbero utilizzati con una imposizione fiscale adeguata.

Lo dicono in molti ma nessuno lo fa.

Preferiscono esercitarsi tutti con la riforma delle pensioni che significa meno pensioni ai lavoratori che continuano però a pagare gli stessi contributi di quando la pensione era una cosa seria. Di questo particolare non si parla mai, si preferisce nasconderlo dietro l’aumento della vita media, che poi, più che altro, è  l’aumento della vecchiaia.

Quando si andava in pensione a 55 anni le donne, a 60 anni gli uomini si avevano davanti alcuni anni belli, prima di diventare vecchi. Con le nuove riforme pensionistiche si smette di lavorare che si è già vecchi. Non ci lasciano neppure più la speranza di poter fare da pensionati almeno alcune delle cose a cui si è rinunciato per tutta una vita di lavoro. Più che pensionati saremo la materia prima dell’industria della vecchiaia.

Così , se tutto il resto rimarrà come ora, se cioè a pagare la crisi saranno solo i lavoratori e i pensionati, la riduzione del monte pensioni andrà ad accrescere la manomorta finanziaria, che si preparerà ad inventarsi una nuova crisi, dato che conviene.

E noi tutti zitti o tutt’al più a discorrere delle prestazioni sessuali (sic!) del Presidente del Consiglio.

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