Cade o non cade!

tratto da: cittadinirovereto.it

Mi raccontò un amico operaio che nel 1957, quando l’Unione Sovietica lanciò in orbita il primo Sputnik anticipando la tecnologia e la ricchezza degli americani, gli operai comunisti nelle fabbriche seguivano con trepidazione le notizie dalla radio o dalla viva voce dei compagni ad ogni cambio di turno. “E’ ancora su!” si dicevano e poi lo ripetevano con voce più alta se incontravano un altro operaio della lega bianca. Fu il primo satellite artificiale ad orbitare intorno alla terra.
Non cadde subito lo Sputnik, che compì la missione per cui era stato lanciato, ma molti anni dopo cadde l’Unione Sovietica mandando in fumo la missione per cui era sorta.

Anche oggi si sta trepidato, almeno a seguire i siti dei giornali italiani, per l’epilogo del governo Berlusconi.

Certo, se cadesse sarebbe un bel colpo e brinderei … anche se …fosse caduto per una opposizione diventata irresistibile forza di maggioranza nel Paese, sarebbe stata un’altra cosa. O se fosse caduto grazie ad una incalzante e popolare proposta programmatica del centro sinistra per  fronteggiare la crisi, ancora meglio.
Invece proprio su questo fronte si continua a tacere e tacciono pure le organizzazioni sindacali dei lavoratori.

Così forse ci dovremo accontentare di una imboscata interna alla maggioranza pilotata da Confindustria e dai preti. E non è detto che l’epilogo non sarà un governo Berlusconi bis che ci porterà a nuove elezioni ancora truccate dalla vigente legge elettorale (Non è che se vincesse poi Bersani le elezioni sarebbero meno truccate).
Ci si dimentica infatti che se alla Camera dei deputati la maggioranza è traballante, al Senato è ancora solida, a meno di nuovi e più consistenti saldi di fine stagione tra i parlamentari o di un nuovo ribaltone della Lega Nord, che non sembra all’ordine del giorno.

Se si rimane chiusi a ragionare all’interno dei troppi trasformismi che minacciano fin’anche l’autorità e la preminenza istituzionale del Parlamento, se ne esce comunque con soluzioni meschine tanto che, se pur cadesse lo “sputnik”, resterebbe in piedi “l’Unione Sovietica”.

Bisognerebbe guardare oltre e  chiedersi se non sia arrivato il momento di costruire un movimento popolare che, con gli strumenti della democrazia, si proponga di sostituirsi alla “Casta“.

I movimenti che in questi mesi hanno vivificato la nostra democrazia: dal popolo viola, agli studenti, alle donne; dagli indignati, ai soggetti che hanno lanciato e vinta la battaglia dei referendum, alle energie messe in campo per le vittorie di De Magistris e Pisapia; dalle liste 5 stelle, alla Fiom; dovrebbero proporsi questa iniziativa unitaria di un movimento di popolo per la democrazia, preparandosi già da ora ad affrontare le elezioni politiche.

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