Stanno facendo girare la politica al rovescio!

Questa mattina ho partecipato a Piombino alla manifestazione di protesta degli operai metallurgici, indetta dalle organizzazioni sindacali. Gli operai a Piombino producono e lavorano l’acciaio e sono scesi in piazza ancora una volta per difendere il loro lavoro minacciato dalla crisi e dai giochi di interessi degli azionisti, i padroni, e delle banche. E’ stata una grande manifestazione vissuta in prima persona da tutta la città e da tutta la Val di Cornia.

Possibile – mi sono chiesto – che si debba continuare a lottare per il lavoro, come nell’ottocento, come nel novecento,  per un lavoro che è sempre più a rischio, quando viviamo in una società straordinariamente ricca, anzi dove la ricchezza privata in mano a poche persone continua inesorabilmente a crescere?

C’è gente oggi che viene licenziata o messa in cassa integrazione con un salario vicino al limite della sopravvivenza, dipende da quanti sono in famiglia, e nello stesso tempo c’è gente che fa soldi a palate investendo sulla crisi.

E’ un po’ come una volta la guerra: i contadini andavano a combattere e a morire e i grandi borghesi si arricchivano con le commesse militari, il mercato nero, la corruzione dell’alta burocrazia statale. Ecco, oggi la rendita finanziaria è come il mercato nero; un mercato dove non c’è libero scambio, ma dove gli affari li fa sempre e soltanto una parte.

Ho ascoltato in televisione gli operai della Fincantieri di Genova che lottano perchè vogliono continuare a costruire navi, perchè quello è il loro lavoro, dicevano “vogliamo continuare a battere il ferro“.

Ma ci rendiamo conto che è assurdo tenere in piedi una società che mette in discussione la dignità delle persone che, giustamente, si sentono persone se si realizzano nel loro lavoro? Che cosa lo teniamo a fare un Governo se non è in grado di garantire a tutti la normalità di una vita tranquilla?

Ora, gli stessi che ci hanno portato al fallimento, giurano che per il bene della Nazione faranno un governissimo in grado di dare ai mercati e all’Europa le risposte giuste. Ma quale mercato e quale Europa!

Le risposte giuste vanno date a chi oggi vive in miseria, a chi non ha il lavoro, a chi lo sta per perdere, ai giovani che si vedono negato il futuro.

E non è vero, come sostiene anche una certa sinistra, che dando risposte serie ai mercati e all’Europa dei mercati, nello stesso tempo si risponde agli esclusi da questa società. Non è vero, perchè una politica seria deve partire dai bisogni degli uomini e delle donne,  non dai mercati. I mercati sono uno strumento che se non funziona o se funziona male si cambia. Non si fa il contrario, che si cambiano gli uomini da lavoratori a disoccupati per far star bene i mercati.

Stanno facendo girare la politica al rovescio e nessuno se ne accorge in mezzo al frastuono di una informazione al servizio del palazzo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: