SINISTRA E DESTRA INSIEME, PERCHE?

tratto da: altromedia.blogspot.cpm

Il Partito Democratico, assieme alla destra,  voterà a favore della manovra sulle pensioni che peggiorerà le condizioni di vita dei lavoratori, costringendoli ad un tempo di lavoro più lungo, in un’età dove le forze fisiche e mentali richiederebbero più protezione e non maggiore logoramento; in una età, dopo 30, 35, 40 anni di lavoro, a seconda di quel che si fa, in cui una persona ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissata o che l’organizzazione sociale, più o meno giusta, gli ha consentito di raggiungere; in una età dove, volenti o nolenti, ci si rende conto che più “avanti” non si potrà o non si vorrà andare, perchè subentra un appagamento da ripetitività che anche il lavoro più creativo, se resta lavoro, produce.
In una età in cui per continuare a crescere come persona servirebbe un ozio proficuo che ciascuno liberamente dovrebbe poter scegliere secondo le proprie inclinazioni e attitudini; in una età in cui si desidererebbe essere felicemente nonni.

Dietro una questione come quella delle pensioni accampano una ragione contabile che riguarda la merce “mano d’opera“, mentre ci dovrebbe essere una ragione che riguarda la felicità delle persone.

Il Partito Democratico, assieme alla destra, voterà a favore della manovra sulle pensioni che ritarderà ancora di più l’accesso al mondo del lavoro dei giovani e che porterà all’uscita da quel mondo di sessantenni che si troveranno senza lavoro e senza pensione.

Il Partito Democratico, assieme alla destra,  voterà a favore di una imposta sulla casa dei lavoratori che non andrà a migliorare le condizioni di vita nelle città e negli altri centri abitati, ma servirà per pagare interessi sempre più alti agli speculatori finanziari, il cosiddetto mercato le cui regole sono fissate dagli stessi speculatori, avendo rinuciato la politica a disciplinare l’attività finanziaria.

Il Partito Democratico a livello nazionale e a livello locale ha riunciato a dare battaglie per mantenere, migliorare e potenziare i servizi sociali: ciò che domina nelle città, comunque amministrate, è solo la rendita fondiaria e la quantità di metri cubi di cemento da distribuire sul territorio.
E i risultati si vedono: catastrofi ambientali che si susseguono, catastrofi umanitarie come quelle del rogo di Torino e della caccia allo straniero di Firenze che testimoniano di un degrado antropologico che avanza e che nessuno si propone di contrastare.

Proprio da qui invece dovrebbe ripartire una politica per la crescita: rifinanziare la scuola, gli asili nido, i servizi per gli anziani, le case popolari, il verde, le aree per il gioco libero, il trasporto pubblico locale gratuito per contrastare l’inquinamento ambientale nelle città e difendere la salute di tutti, la tutela del patrimonio collettivo, dal paesaggio ai beni culturali all’acqua alle spiagge, altro che svendita ai privati, che arricchisce pochi, sempre i soliti, e impoverisce tutti gli altri.
Una politica di crescita dei ceti sociali più deboli e svantaggiati, che si proponga di eliminare la miseria e la povertà, non di arricchire i ricchi.

Il Partito Democratico, assieme agli altri partiti conservatori e reazionari presenti in Parlamento, voterà una manovra che ricorda quelle della signora Thatcher, ventanni dopo il fallimento di quella politica neoliberista, i cui risultati sono all’origine della crisi di oggi.

Tutti insieme ci faranno pagare i danni di vent’anni di inettitudine politica della classi dirigenti che hanno proclamato il trionfo della disuguaglianza sociale come fondamento del vivere civile, ci faranno pagare i danni di una corsa folle verso la distruzione delle risorse naturali e verso l’incremento delle spese militari. Ci faranno pagare i danni dei grandi evasori di Stato, che nessun tribunale è mai riuscito ad acchiappare, ci faranno pagare i danni della corruzione pubblica e privata e di tutti i conflitti di interesse che alimentano questa economia dei ricchi finanziata dai poveri.

Una volta pagati i danni, ricominceranno da capo, grazie anche al Partito Democratico.

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