Dedicato ai martiri Afgani.

Lo avrai

camerata Kesselring

il monumento che pretendi da noi italiani

ma con che pietra si costruirà

a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati

dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

non colla terra dei cimiteri

dove i nostri compagni giovinetti

riposano in serenità

non colla neve inviolata delle montagne

che per due inverni ti sfidarono

non colla primavera di queste valli

che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio dei torturati

Più duro d’ogni macigno

soltanto con la roccia di questo patto

giurato fra uomini liberi

che volontari si adunarono

per dignità e non per odio

decisi a riscattare

la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare

ai nostri posti ci ritroverai

morti e vivi collo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

RESISTENZA”  (Piero Calamandrei, 1952)

Il camerata Kesselring fu il comandante tedesco che ordinò l’eccidio delle Fosse Ardeatine; chi sia il camerata Kesselring nel caso dei bimbi e delle donne afgane uccise quasi per gioco dobbiamo scoprirlo da soli.

Che siano le classi dirigenti cocainomani dell’occidente che hanno ordinato l’invasione dell’Afganistan per portare la libertà e hanno già fatto 60.000 morti fra la popolazione civile?

Che siano i nostri statisti, nostri perchè votati da noi, che, per partecipare all’ennesima guerra di crimea, al guinzaglio degli americani, non hanno esitato a violare la Costituzione?

O i nostri preti che pregano solo per i nostri morti?

O noi stessi che ogni sera davanti alla televisione ci divertiamo con i morti ammazzati di ogni occasione, purchè siano morti ammazzati?

O il premio Nobel per la Pace, il Comandante in capo Obama?

Per scoprirlo però  dovremo guardare quelle immagini non con gli occhi con cui guardiamo i telegiornali, ma provandoci a pensare con gli occhi di quelle mamme e di quei babbi che hanno raccolto i corpi dei loro bimbi.

Di sicuro in Afganistan oggi i barbari non sono i barbari ma gli occidentali.

Il 25 Aprile il popolo italiano dovrebbe dedicarlo a quel popolo martire. E se il popolo non lo farà, facciamolo ciascuno di noi nei nostri cuori.

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