Il volto del potere in Siria

“………………….. Coscienza fusca
o de la propria o de l’altrui vergogna
pur sentirà la tua parola brusca.
Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
tutta tua vision fa manifesta;
e lascia pur grattar dov’è la rogna.
Ché se la voce tua sarà molesta
nel primo gusto, vital nodrimento
lascerà poi, quando sarà digesta.
Questo tuo grido farà come vento,
che le più alte cime più percuote;
e ciò non fa d’onor poco argomento. “

Dante Alighieri, Paradiso CantoXVII versi 124 – 135.

 

Il volto del potere mostrato in Siria è comune a molte realtà nel mondo di oggi. Da più parti lo Stato controlla i cittadini usando la violenza senza alcun ritegno. La tortura e l’uccisione degli oppositori sono ancora, per molti governanti, il mezzo principale di controllo sociale.

E molto difficile capire ciò che sta avvenendo in Siria perchè l’informazione diffusa in occidente è sicuramente interessata. Puzza di denaro e di petrolio come non mai. Se Israele e la Russia non fossero così vicini, i cavalieri della Nato sarebbero già intervenuti, come in Libia.

Tuttavia è innegabile che chi comanda lì si è reso responsabile di crimini atroci. Fosse stata torturata o uccisa anche una sola persona, quel governo non dovrebbe più avere la possibilità di rimanere in carica e i responsabili andrebbero puniti. E così dovrebbe essere per tutti i governi degli stati odierni che si comportassero allo stesso modo.

Ma, se in linea di principio si può essere d’accordo in molti, credo la maggioranza dei cittadini del mondo, in linea pratica ci si scontra con la sovranità organizzata di ogni singolo Stato, impenetrabile soprattutto dai principi. Allora si è condannati all’impotenza o all’uso di una forza esterna.

Ora, l’uso della forza esterna è un sistema che presuppone che i buoni stiano da una parte e i cattivi dall’altra. Ma non è sempre così semplice decidere e poi, a seconda delle circostanze, si può essere buoni o cattivi. Ad esempio i governi degli Usa che, per definizione stanno tra i buoni, a volte hanno fatto uso della tortura e della uccisione degli oppositori, arrivando addirittura a stabilire per legge la possibilità di non rispettare la legge.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di far intervenire la Corte penale internazionale dell’Aia. Ma questo tribunale è legittimato ad intervenire nei confronti di crimini contro l’umanità commessi negli Stati che abbiano firmato il trattato di Roma. La Siria, ma neppure gli Usa, è tra questi. Quando dunque il Presidente Sarkozy minaccia il ricorso alla Corte penale internazionale nei confronti del Presidente siriano, fa solo campagna elettorale.

Siccome però la tendenza è quella che la prepotenza degli Stati nei confronti dei cittadini disarmati e inermi, seppure oppositori, non sta regredendo ma anzi non cessa di fare vittime innocenti, allora si tratta di dare ai cittadini del mondo qualche arma in più per resistere alla forza bruta del potere.

Perché, ad esempio, noi cittadini italiani non legittimiamo i nostri  tribunali, attraverso una modifica alla Costituzione,  ad accertare i fatti che fanno presupporre l’esistenza di un crimine contro l’umanità da parte di un qualsiasi governo? Non si tratta di condannare inutilmente qualcuno. Ma se dietro una denuncia circostanziata anche di un singolo cittadino o di una organizzazione umanitaria un tribunale venisse incaricato, attraverso un pubblico procedimento, di dichiarare l’esistenza o meno dei gravi fatti denunciati, in modo da costituire prova del delitto commesso, allora forse i cittadini inermi avrebbero in mano qualche arma in più.  La conoscenza della verità dei fatti è elemento che fa muovere le coscienze delle persone oneste e può essere l’elemento risolutivo a far mancare il consenso a un governo criminale, mentre l’ignoranza non servirebbe più come alibi.

Proviamo ad immaginare se una tale procedura fosse stata attivabile durante la seconda guerra mondiale, forse oggi la smetteremmo di discutere se il Papa sapeva o non sapeva. Purtroppo per tutti noi, i governi  preferiscono non sapere e non far sapere.

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