Appunti di fine mese

Ho avuto un po’ da fare in questi giorni e quindi sono stato lontano dal blog. Cercherò di recuperare con questi appunti, da qui alla fine del mese.

Sulle elezioni

tratto da: laclasseoperaia.blogspot.com

Non capisco la sufficienza che si percepisce a sinistra (non parlo del PD che non mi interessa) nei confronti di Grillo e del suo movimento. Capirei i distinguo eventuali sulle proposte programmatiche – ma, qualcuno di quelli che pontificano le ha lette? – ma non capisco perché a priori non debba considerarsi un movimento alleato della sinistra. Se per sinistra intendiamo ancora l’area politica di che si batte per le libertà, la giustizia sociale, i diritti civili io credo che il movimento 5 stelle ci stia tutto dentro.

O pensiamo che sia più di sinistra venire eletto Sindaco di Genova con l’astensione del 60% degli elettori? Mi sarei aspettato un rifiuto a diventare Sindaco a queste condizioni. O qui non centra  il rinnovamento della politica?

Pensiamo che sia più di sinistra Vendola che rincorre comunque l’alleanza con il PD, responsabile quanto Berlusconi del taglio delle pensioni dei lavoratori, dell’aumento delle tasse, della controriforma dello Statuto dei diritti dei lavoratori, dello sfregio alla Costituzione con l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio a scapito dello stato sociale?

Grillo è contro il Tav Torino-Lione e le altre grandi opere ad uso della cricca degli appalti e delle corruzioni, il PD no e dunque neppure i suoi alleati. E allora, come la mettiamo.

Il movimento di Grillo ha assunto  una posizione radicale sulla tutela dell’ambiente e della salute, contro gli inceneritori e per la raccolta differenziata e il riuso dei rifiuti. Può essere una posizione integralista non giustificata, come dicono quelli del PD che sono favorevoli agli inceneritori, ma non si può dire che non sia una posizione seria e garantista nei confronti di tutti gli esseri viventi.

Grillo rappresenta l’antipolitica populista e qualunquista, ma ha presentato una legge di iniziativa popolare per riformare la politica. E chi la rappresenterebbe allora la politica? Quei deputati e senatori cosiddetti di sinistra che, pur contrari ai provvedimenti del Governo, gli votano la fiducia? Ma nessuno ha spiegato loro che se non sono d’accordo, possono anche alzarsi dal loro scranno e tornarsene alle loro civili occupazioni? O pensano tutti di essere comunque indispensabili per  la salvezza dello Stato? O c’è ancora bisogno di spiegare loro che la salvezza dello Stato non è detto che sia anche la salvezza dei lavoratori e della gente che il lavoro non ce l’ha?

E non mi si venga a dire che però Grillo è contro l’estensione della cittadinanza ai nati in Italia da genitori stranieri, perché allora direi che il PD che l’ha proposta, non appena è diventato parte della maggioranza di governo, non ne ha più parlato.

Io credo in conclusione che chiunque oggi si proponga di cambiare la società nel senso dell’ uguaglianza, della giustizia sociale, della politica come amministrazione dei beni comuni e come partecipazione dei cittadini, non possa che confrontarsi seriamente con questo movimento. Non ci piacciono i modi istrionici di Grillo? ma se sopportiamo ancora oggi i D’Alema,  i Veltroni, i Fassino ….

Sul terremoto

“…qui mira e qui ti specchia, secol superbo e sciocco…”

Questa esperienza come quella delle altre catastrofi naturali  insegna- ma a chi? che tanto nessuno ne parla – che noi uomini non siamo al centro dell’universo, siamo forse la specie animale più evoluta sulla terra, ma non controlliamo nulla delle forze che interagiscono nella natura. Al massimo riusciamo a tirare qualche missile qua e là per ammazzarci a vicenda e di conseguenza  costringere alla morte per fame milioni di essere umani, mentre si potrebbe vivere tutti quanti in pace e prosperità.

Ma nessuno dei governanti che hanno deciso altri miliardi di spese per gli scudi stellari è capace di fare un ragionamento semplice come questo.

Non dovrebbe partire anche da qui il discorso sul rinnovamento della politica?

Un po’ di luce

“… Finalmente, dopo un’erta interminabile, superammo la groppa dell’ultimo colle. Ed ecco, improvvisamente, senza limiti, si scoperse il mare; alzato fino a toccare, mi parve, il mezzo del cielo. In un immane sfolgorio la costa si aprì, tra due braccia meravigliose di selve che digradavano al lido, si impennavano, prima di giungervi, in un’onda di rupi rossastre, poi calanti a picco sull’acque del colore dello smeraldo, e che sotto lo scoglio s’imbruniva fino a quello del topazio bruciato.

In quel seno immacolato di terra, le querce, discendendo nel mezzo, si confondevano lontano in un impasto più denso unito e profondo, una gerba melodiosa di verde che si riversava nel mare; ed esso laggiù traluceva, vibrante in orli gentilissimi, bianchi. Non una casa appariva in quel mondo mirabile; unica abitatrice era l’immensa luce che lo assorbiva e rivelava, sparsa sopra la sua interminata movenza come un peplo prodigioso, adeguato alle membra di una figura non umana. Erano laggiù gli olivi, la plaga di olivi che Gian Michele aveva scoperta e preservata a me, alla mia fantasia, al mio ritorno: per la volontà di una vita che doveva rinascervi e completarsi. …”

Andrea Giovene – L’autobiografia di Giuliano di Sansevero – Volume secondo , pag.  264 – 1966 Rizzoli Editore.

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