Una nuova strada per la sinistra?

Il 30 giugno e il 1° luglio si è svolta a Parma l’assemblea nazionale di ALBA – Alleanza per il Lavoro i Benicomuni e l’Ambiente.

I risultati dei lavori dell’assemblea sono visibili all’indirizzo: http://www.soggettopoliticonuovo.it/

Io ho partecipato ai lavori dell’assemblea, sia ai “tavoli di programma” sia alle riunioni plenarie dove ho letto un intervento tratto dal precedente articolo “Un movimento “NO TAV” per il lavoro”.

Sui risultati raggiunti ho svolto alcune considerazioni che oggi ho inviato anche al “Forum di ALBA” (visibile dallo stesso indirizzo sopra riportato) e che pubblico anche qui di seguito:

 

Dall’assemblea di Parma mi aspettavo di più.

 

Dico la verità, io dall’Assemblea di Parma mi aspettavo di più.

Evidentemente, abitando in campagna, dove passo anche il mio tempo libero coltivando da venti anni un grande orto, al posto di coltivare politica, avendolo fatto per i venti anni precedenti conclusisi con “la svolta strepitosa della Bolognina” (che trovata geniale!), catapultato con uguale entusiasmo, dei venti anni precedenti e di quelli dell’orto, all’assemblea di Firenze, mi ero fatto delle aspettative troppo ambiziose.

Avevo sottovalutato la mazzolata che noi lavoratori abbiamo preso dal governo Monti e dai suoi sostenitori del centro sinistra. Fin che erano Berlusconi, Tremonti e Bossi a tirar di mazzuolo, ci siamo sempre abbassati o scostati, sapendo che da lì non poteva venir nulla di buono per noi.

Poi invece siamo rimasti fermi fidandoci degli strateghi del Partito Democratico. E così il colpo, neppure attutito, perché inaspettato, ci ha fatto stramazzare.

Non era credibile di potersi rialzare aggrappandosi soltanto ad un manifesto politico, per quanto interessante, seppure così difficile.

Così, sbagliando, a Parma io mi aspettavo un pronunciamento programmatico e politico che stesse  dentro quel conflitto, costruito anche assieme ad altri soggetti che pure a Firenze erano intervenuti ed invece i risultati sono stati diversi.

Abbiamo abbozzato molti materiali programmatici senza però sbilanciarci con formali votazioni, e dunque formali impegni, attorno a questioni essenziali. Eppure a Firenze due ordini del giorno, uno sull’art. 18 e uno sulle “riforme” costituzionali, erano stati presentati e si era detto “saranno votati alla prossima assemblea”. I contenuti di quegli ordine del giorno sono presenti nei materiali programmatici, ma è un’altra cosa che se li avessimo votati come tali. Anzi sarebbe stato ancora meglio se li avessimo votati già a Firenze. Forse avrebbero disturbato qualcuno, ma Alba non è nata anche per questo, o no?

Sul fronte interno, un soggetto politico nuovo che si chiama “Alleanza” ha votato, spero non definitivamente, un articolo dello statuto che chiude alla adesione di altri movimenti e soggetti attivi nella società per affermare che ad Alba si aderisce solo individualmente. Io mi ero fatto un’altra idea. Avevo immaginato per esempio un movimento molto particolare che propugnasse la diffusione della attività di giardinaggio come elemento di arricchimento dell’animo umano e che, incontrando Alba, ne avesse condiviso l’aspirazione ad una nuova umanità. Perché quel movimento non avrebbe potuto diventare, volendolo entrambi, un nodo della rete di Alba? Perché Alba non avrebbe dovuto farsi contaminare da quella particolare esperienza? Davvero dobbiamo considerare chiusa la discussione su questo punto?

Sul fronte politico elettorale non si può essere ambigui. O si sta con chi ha tirato la “mazzolata” o si sta contro. Se si sta contro, non basta dire “No ad alleanze con il Partito democratico!” bisogna impegnarsi da ora per costruire un fronte del mondo del lavoro che esprima un diverso programma  di governo e un nuovo personale politico, alternativo a chi ci ha portato a questo punto.

E per far questo è indispensabile che qualcuno tra i compagni più in vista cominci a dire: “Io ci sto, sono pronto a giocarmi la faccia per cacciare Monti Berlusconi Bersani”. Con altrettanta chiarezza, se le cose non stanno così, bisognerebbe dirlo: “No, per ora ci basta cacciare Berlusconi”.

In tema di alleanze devo dire che non capisco la sufficienza con cui anche Alba guarda al Movimento Cinque Stelle mentre si dovrebbe ricercare la collaborazione o quanto meno la discussione sui contenuti.

Oggi la strada della sinistra è una strada da riaprire perché è stata ostruita da così tante macerie che non se ne scorge più il tracciato. Più si è a spalare, prima si potrà capire se seguire ancora il vecchio tracciato o individuarne uno nuovo.

 

 

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1 Commento

  1. Anna Maria

    Ciao Pier,
    nel tuo commento noto delusione, purtroppo schierarsi diventa difficile specialmente se bisogna rinunciare a privilegi acquisiti, solo chi, come noi, non ha niente da perdere è pronto a lottare per cercare di cambiare e migliorare la vita di quanti sono solo costretti a subire le scelte scellerate di altri.

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