PER UN ALTRO STATUTO DI ALBA

 

Cari compagni,

io non potrò essere presente all’Assemblea di Roma del 17 e 18 novembre per cui ritengo necessario inviare queste mie brevi considerazioni.

Ho letto la bozza di statuto proposta alla discussione e devo dire che se fossi venuto a Roma avrei votato contro questa bozza.

Il motivo è semplice, nonostante quello che si afferma, si sta proponendo la costituzione di un nuovo partito, operazione sicuramente legittima e forse anche opportuna, ma non in sintonia con il contenuto del manifesto “per un soggetto politico nuovo”.

Io resto convinto della validità della idea di ALBA come rete di nodi di “movimenti” presenti e operanti nella società, che vogliono, mantenendo ciascuno la propria autonomia, tentare di connettersi in vista di obiettivi più generali o di obiettivi che possono interessare “movimenti” anche di natura diversa tra loro.

Questa idea è rimasta viva solo da Firenze a Parma dove già venne cancellata da una votazione che coinvolse pochissimi aderenti di ALBA rispetto ai sottoscrittori.

Credo che se la bozza di statuto proposta inizialmente, quella che prevedeva la possibilità dell’adesione ad ALBA di soggetti collettivi autonomi, fosse stata sottoposta al voto dei 6000 sottoscrittori, essa sarebbe stata approvata. Naturalmente non posso provarlo, ma neppure il contrario si può provare.

Di fatto si è proceduto come se quella votazione avesse deciso lo Statuto di Alba. Si sono costituiti i nodi, lavorando sulle adesioni individuali, mentre si sarebbero dovuti  stimolare, sentire, consultare i movimenti per riflettere sulla prospettiva di costituzione di una rete di contatti aperta. Ora abbiamo tanti nodi sparsi sul territorio nazionale, costituiti da piccoli gruppi autoreferenziali che si occupano della politica in generale come qualsiasi altra organizzazione politica.

Dove stia la novità, non è dato di capire.

Questo cambiamento nella natura della costituenda associazione avrebbe dovuto comportare almeno la revisione dei meccanismi decisionali interni che nella bozza proposta restano invece ispirati ad un sistema democratico maggioritario, tipico delle strutture federali, che, applicato invece ad una associazione a cui si accede per adesione individuale, finirà per tradursi semplicemente nell’oscuramento delle minoranze.

Le rotazioni previste negli organismi dirigenti, in un sistema maggioritario non sono sufficienti a garantire il ricambio delle idee e neppure a evitare il costituirsi di rendite di posizioni. Tant’è che, ruotato Putin alla guida della Federazione russa, non è mutata la sostanza del regime.

In un unico punto della bozza di statuto si parla di votazione degli aventi diritto, senza precisare se gli aventi diritto siano gli iscritti o i presenti.

Ho rinunciato a presentare emendamenti perché non potrò essere presente e perché l’unico emendamento possibile, per come la penso io, è un emendamento completamente sostitutivo che ovviamente non è accettabile alla fine di un processo decisionale.

Vi auguro buon lavoro anche se sarò costretto a togliere la mia adesione da ALBA non condividendone lo Statuto.

Mi resta al momento la speranza che l’Assemblea di Roma ribalti la situazione.

Pier Marco Accanto, http://www.riprendiamolaparola.wordpress.com

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