ALLEARSI CON GRILLO

grilloC’è solo un modo per tentare di far perdere le elezioni sia al centro destra sia al centro sinistra:  è quello di costruire un sostegno popolare alle liste di Grillo e del movimento  Cinque stelle. Dopo tutto il gran parlare di questi mesi, la sinistra radicale non sarà infatti in grado di essere unitariamente ed autonomamente presente alle elezioni.

Poteva tentare di offrire ai movimenti radicali presenti nella società italiana uno strumento di interconnessione, per parlarsi e confrontarsi e per capire se vi era o no un patrimonio di idee comuni,  in grado di cacciare la vecchia politica e di imbastire con la gente un nuovo racconto condiviso della società futura. E da lì partire per dare risposte nuove alla crisi.

Ci ha provato Alba, ma ha subito ripiegato, forse eterodiretta dalle tante burocrazie fluttuanti della diaspora post comunista, verso uno strumento partitico di diffusione della propria inscatolata verità.

Per sfuggire a questa deriva si è inventata – sto parlando di Alba – il movimento antiliberista “Cambiare si può”, che si è  stemperato però quasi subito nell’arancione di un movimento inesistente, ma venduto come tale da chi ha interesse a sostenere comunque il centro sinistra. Certo, per redimerlo e liberarlo dall’infamante sostegno a Monti e alla sua politica classista. Delle classi ricche.

Ma si può redimere chi è stato complice della controriforma delle pensioni, del l’aumento indiscriminato delle imposte gravanti sulle famiglie dei lavoratori, dell’abbattimento di ogni argine a tutela dei diritti dei lavoratori, chi accetta la politica militare del governo Monti, che sta trasformando il Ministero della Difesa nel Ministero della guerra, la scelta delle grandi opere come volano dello sviluppo delle ricchezze di pochi signori del cemento e della finanza, chi ha scambiato la politica industriale con la gestione delle licenze dei taxisti e dei farmacisti e si candida a dirigere il governo?

Sta di fatto che nascerà una nuova democrazia cristiana, quella di Monti, benedetta dall’Europa delle banche, dal Presidente Napolitano e dalla inossidabile gerarchia cattolica che, rinfrancata nel portafoglio, sta per proclamare un nuovo inviato dalla provvidenza.

Per questo io credo che l’unica possibilità di mettere il bastone tra le ruote a questo progetto è quello di sostenere Grillo e con lui la possibilità di far saltare il banco della vecchia politica, grazie alla loro anticostituzionale legge elettorale. O, quanto meno, di costringere Monti a scegliere, prima delle elezioni il polo di riferimento.

Dico che sulle seguenti affermazioni di Grillo,  postate sul suo blog il 22/11/2012, dovrebbe essere possibile costruire, se non un fronte, almeno un impegno comune, con le forze popolari di sinistra

“Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionaleNot in my name verrà smantellato lo Stato Sociale
Not in my name i partiti che hanno distrutto l’Italia si ricicleranno come salvatori della Patria
Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un’arte riceveranno un solo euro di finanziamento pubblico
Not in my name ci saranno ancora le pensioni d’oro
Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti
Not in my name rimarremo nell’euro senza una consultazione popolare
Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese
Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici
Not in my name si faranno Grandi Opere inutili indebitando i cittadini
Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver rovinato l’economia italiana
Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale
Not in my name si costruirà un solo inceneritore
Not in my name i rifugiati politici saranno più trattati come bestie
Not in my name l’Italia parteciperà alle guerre altrui come in Afghanistan o in Libia
Not in my name gli alti funzionari pubblici percepiranno stipendi da nababbi
Not in my name sarà ancora permesso il falso in bilancio
Not in my name l’Italia non avrà una legge anticorruzione
Not in my name l’Italia non avrà una legge contro i conflitto di interessi
Not in my name sarà più eletto alla presidenza del Consiglio chi non ha avuto una legittimità popolare
Not in my name la legge elettorale potrà essere cambiata dai partiti che ne sono i beneficiari, ma solo attraverso un referendum
Not in my name esisterà ancora Equitalia
Not in my name la RAI sarà più gestita dai partiti
Not in my name l’Italia sarà spolpata per comprare il nostro debito pubblico dalle banche francesi e tedesche
Not in my name la finanza sostituirà la politica
Not in my name la prima casa potrà essere ipotecata per tasse non pagate o soggetta all’IMU
Not in my name continuerà la cementificazione dell’Italia
Not in my name qualcuno potrà essere lasciato indietro.”

A questi impegni programmatici la sinistra potrebbe di suo aggiungere il piano per il lavoro per creare due milioni di nuovi posti di lavoro, proposto dal Professor Gallino,  all’assemblea di “Cambiare si può” a Roma il 1° dicembre, e di cui stranamente nessuno parla; insieme ad un piano per la scuola, l’Università, e la ricerca scientifica, culturale, sociale.

Ma tutto questo non si farà, né fronte né impegno comune. Amen.

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