VOTERO’ GRILLO

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Mettiamola così, c’era la possibilità che alle elezioni si presentasse una lista di sinistra totalmente nuova, costruita dalla base, attraverso un processo di aggregazione o di semplice messa in comune di esperienze di lotta e di pensiero maturate sul campo.

Per citare sole alcune di esse: dai No Tav ai No Dal Molin, dai Centri Sociali ai comitati di lotta in difesa dell’occupazione, da Macao ai Comitati di lotta di Taranto, dai gruppi “donna” ai movimenti per i diritti civili, dai movimenti studenteschi al Teatro Valle occupato, dai comitati per l’acqua pubblica ai movimenti di lotta in Sicilia e Sardegna.

Una lista nuova contro i politici corrotti (non esiste la corruzione in sé, esistono i corrotti e i corruttori e, di questi tempi, i politici sono riusciti a dare dei punti a tutti gli altri) che stanno corrompendo la democrazia, contro l’appropriazione privatistica dei beni comuni, contro lo scempio del territorio, contro l’industria che dà lavoro, ma che uccide, con le armi che produce e con l’inquinamento che diffonde, contro il lavoro precario che toglie speranze al futuro, contro lo smantellamento della scuola pubblica e dell’Università, contro la povertà che sta dilagando e che arricchisce i ricchi, contro il perverso meccanismo del debito pubblico, gestito in modo da arricchire soltanto i detentori dei titoli (le banche davanti a tutti), a discapito di lavoratori, pensionati, giovani in cerca di lavoro, studenti chiamati tutti solo a pagarne gli interessi.

Una lista nuova per una società che, liberata da codeste nefandezze, ricominciasse a pensare liberamente a come far vivere meglio chi ne ha più bisogno.

Avevano provato a farla questa lista i professori di Alba e di Cambiare si può. Con difficoltà, ma il tentativo era avviato.

Per fermarlo, qualcuno ha inventato la Lista Ingroia che di fatto sarà una lista di complemento del Partito Democratico:

poiché formata dai partiti, già alleati del PD (Di Pietro, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Verdi (ma dove?), che anelano soltanto di ritornare in Parlamento per dividersi i rimborsi elettorali e sperare così di tornare ad essere visibili da quelle “masse” (1) che li hanno persi di vista;

poiché interrompe sul nascere una originale esperienza di nuova sinistra radicale che avrebbe veramente messo a nudo l’inconsistenza del PD come riferimento per  la sinistra;

poiché non fa chiarezza sul ruolo personale dell’ex magistrato Ingroia che, di fatto, abbandona la pubblica accusa in un procedimento penale che lui stesso ha fortemente contribuito a connotare di gravità per la democrazia.

Avrei sperato di più da Rifondazione Comunista che, in definitiva, è l’unico di quei partiti ad avere mantenuto un radicamento sociale nelle lotte di questi anni. Ma avrebbe dovuto navigare in mare aperto, mandare i suoi iscritti al confronto con gli altri, non in quanto iscritti, ma in quanto testimoni e animatori di lotte concrete e su queste testimonianze e esperienze contribuire, ciascuno di loro con gli altri, a costruire i programmi e i candidati per le elezioni.

Così queste elezioni avranno l’unica finalità di confermare i politici uscenti, che li ritroveremo o di riffa o di raffa a pontificare per altri cinque anni sulle magnifiche sorti e progressive dei loro programmi inconsistenti, mentre le banche, le associazioni internazionali di banche che hanno espropriato il ruolo dei governi democratici, detteranno la linea per garantire i loro profitti.

Ho letto sui giornali che in tutte le liste dei partiti uscenti ritorneranno candidati anche inquisiti e condannati. Ma ci rendiamo conto che per candidare gente così bisogna andarla a cercare con il lanternino? Sono circa mille i deputati e i senatori da eleggere. E’ così difficile cercarli tutti onesti? Di destra o di sinistra, ma onesti?

Se anziché scelti dai partiti i candidati venissero sorteggiati tra i quarantasette milioni di elettori, la probabilità di pescarne uno inquisito sarebbe veramente remota. Vuol dire quindi che li scelgono apposta con quella caratteristica. Ci sarà un motivo o no?

In questa situazione, diventa naturale, volendo andare a votare, scegliere il movimento di Grillo poiché è l’unica lista che si propone di intralciale quel meccanismo di riconferma della politica e dei suoi privilegi che ha spadroneggiato negli ultimi venti anni e che è diventata fine a se stessa, senza più alcun riferimento con i risultati raggiunti.

Ora, i risultati degli ultimi venti anni sono pessimi per chi deve vivere con i frutti del proprio lavoro che sta diventando una risorsa scarsa. Ciò nonostante i responsabili di questi disastri continuano imperterriti a proporsi come i salvatori della patria, imponendoci di votarli per il nostro bene. Se anche si andasse solo in dieci a votare, il PD prenderebbe il 32% il PDL il 24% ecc., o viceversa (si è visto che non cambia molto se a vincere è il PD o il PDL se poi sono tutti d’accordo a tagliare le pensioni, ad aumentare le tasse per pagare gli interessi alle banche e a confermare i loro privilegi).

In sostanza Bersani, Berlusconi, Casini, Fini, Monti chiedono il voto per far ratificare agli elettori le leggi che ci hanno imposto in quest’ultimo anno e che ci hanno fatto tornare con il culo per terra.

Il Movimento di Grillo non vuole riconfermare questa politica, ma vuol fare ripartire la democrazia cominciando dal diretto coinvolgimento dei cittadini. Per questo gli altri lo chiamano un movimento di anti politica. E per questo lo voterò.

______________
Note
(1) Ho virgolettato masse non per essere ironico, ma perchè è una parola che non uso, ma che usano spesso quei partiti.
Per conto mio esistono uomini e donne ciascuno con una propria singolarità che il Socialismo dovrebbe esaltare e non  ridurre a massa da dirigere.

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1 Commento

  1. jacopo

    Ciao Pier! Leggendo il primo paragrafo del tuo post ho pensato a http://www.perunaltralombardia.it/, e ho visto che manca nel tuo blogroll. Andrea Di Stefano secondo me merita un voto, spero che presto diventi un fenomeno a livello nazionale, così non voti più grillo 🙂

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