STRINGIAMOCI A COORTE

coorte

Nascerà il primo governo Letta o secondo governo Monti. L’intento di Napolitano è infatti quello di proseguire l’esperienza di macelleria sociale in corso e di rassicurazione dei mercati finanziari, per tenere in piedi uno Stato che non ha più altro scopo che quello di tenersi in piedi.

Anziché al Generale De Gaulle, assomiglia di più al Maresciallo Petain. Purtroppo per noi però non c’è all’orizzonte nessun De Gaulle che, abbandonando questo Stato, oramai finito come casa di tutti i cittadini, possa dare vita ad un Governo libero degli italiani.

La casta che da anni si è impadronita del Parlamento, grazie ad una legge elettorale truffa, dichiarata incancellabile dal popolo grazie ai servigi di una Corte Costituzionale asservita – i moniti ultimamente esternati extra ordinem dal Presidente della Corte per significare al Parlamento i sintomi di incostituzionalità di tale legge truffa, non fanno che confermare quanto sia lunga la coda di paglia dei supremi giudici delle leggi – la casta, dicevo,  ha ratificato questo proposito e, deposte le armi della campagna elettorale, si sta stringendo a coorte per tentare di rimanere in piedi, dopo la spallata del Movimento 5 stelle.

E’ probabile che il tentativo riuscirà, in assenza di una opposizione sociale organizzata.

C’è da prevedere infatti che le maggiori organizzazioni sindacali, con il nuovo governo delle larghe intese, rimarranno silenti, come hanno fatto da quando il Partito Democratico ha dato la fiducia a Monti. Sì, la FIOM farà qualche manifestazione, ma la maggioranza dei lavoratori ancora garantiti rimarrà ferma, minacciata di fare la fine della Grecia. I cantori di questa romanza non mancano, basta aprire qualunque giornale o televisione per sentirli all’opera.

Così tenteranno di attestare la società italiana ai livelli di garanzie definite dal Governo Monti. Una specie di società dei due terzi di cittadini garantiti, che lavoreranno per continuare a consumare e consumeranno per continuare a lavorare, e di un terzo di cittadini non garantiti, poveri, precari, emarginati che si rassegneranno o cercheranno di passare dall’altra parte, trascinando al loro posto i più esposti del primo gruppo.

Il gioco oramai è scoperto: destra e sinistra si combattono, si fa per dire, unicamente per conquistare la rappresentanza del gruppo dei due terzi, del gruppo che serve per far girare il mercato, questo mercato, e mantenere e ingrossare la casta stessa.

Da questo punto di vista Bersani o Renzi sono la stessa cosa, lo specchio per le allodole della democrazia, e infatti nessuno dei due guiderà il Governo, non ci sono primarie che tengano, l’importante è che vinca l’oligarchia del mercato, impersonata da chi, in un momento di particolare difficoltà, riuscirà a mantenere in equilibrio più o meno stabile le diverse anime della casta stessa. Superata la difficoltà, ritornerà il conflitto apparente fra destra e sinistra e la famosa alternanza fra gli schieramenti.

E’ così da anni negli USA e in altre periferie dell’impero; dovrà essere così anche per l’Italia se non vorrà diventare una colonia.
E’ solo il caso di precisare che all’interno del gruppo dei due terzi non c’è uguaglianza: una esigua minoranza gode, tutti gli altri si arrabattano ma continueranno sempre e solo ad arrabattarsi per non cascare di sotto.

Una esemplificazione di questa realtà si può ritrovare nella condizione della città di Taranto. La maggior parte dei due terzi di cittadini garantiti è disposta a continuare ad avvelenare l’ambiente in cui vive, ingrassando il padrone delle acciaierie, pur di non rischiare di entrare a far parte dell’altro terzo non garantito, non trovando altrimenti una possibilità di salvare l’ambiente e il proprio stato di relativo, molto relativo benessere. La logica della casta è stata quella di assecondare questa situazione, secondo le esigenze del mercato e della crescita, rimuovendo per Taranto le leggi che regolano l’inquinamento anziché ricercare una soluzione alternativa per il benessere di tutti i cittadini e dell’ambiente. La Corte Costituzionale di cui sopra anche in questo caso si è accodata, strisciante.

L’idea allora è quella di forzare questa logica di organizzazione sociale che parte dal mercato per fornire ai consumatori ogni genere di merce da consumare il più in fretta possibile per poterne consumarne altra ancora e così via, logica che trasforma l’uomo stesso in oggetto e distrugge il regno naturale vivente di cui l’homo sapiens sapiens è parte.

Se immaginiamo una società dove il mercato sia un mezzo e il fine sia invece il benessere, la felicità di tutti gli uomini, allora ci accorgeremo subito di quanto sia falsa la casta politica che ci sta tenendo in ginocchio. Perché capiremmo che questa politica di destra o di sinistra non ha più neppure le parole per raccontare un mondo di giustizia sociale e di pacificazione con la natura.

E’ attorno ad obiettivi concreti che vadano in questa direzione che si può tentare di saldare gli interessi del terzo “perdente” con la maggior parte dei due terzi che si arrabattano e insieme far saltare il banco di questa politica succube della finanza e, in Italia, generalmente incapace e incompetente, ma quasi sempre straricca e corrotta.

Qualcuno della vecchia sinistra sta cominciando a capire che forse le idee del Movimento 5 Stelle non erano poi tanto fuori dal seminato di un movimento di rinnovamento della democrazia, di giustizia sociale, di rispetto dell’ambiente. Non è necessario diventare tutti grillini, ma se gli obiettivi sono quelli che ho detto, il M5S oggi è senza alcun dubbio l’alleato fondamentale.

Se dunque la Casta si è arroccata, ricordiamoci che neppure la coorte romana fu invincibile.

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