IL RAZZISMO DI GRILLO

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             …….. e ben fu dritto
se Pizzarro e Cortese umano sangue
più non stimàr quel ch’oltre l’Oceàno
scorrea le umane membra; e se tonando
e fulminando alfin spietatamente
balzaron giù da i grandi aviti troni
re Messicani e generosi Incassi,
poi che nuove venner delizie
o gemma de gli eroi al tuo palato.

(Giuseppe Parini – Il Giorno, Il Mattino vv. 116 – 124)

E’ sconcertante come Grillo che si crede un riformatore della Repubblica, abbia strapazzato i Senatori del Movimento 5 stelle, rei di avere proposto l’abolizione di una norma razzista presente nella legislazione italiana sull’immigrazione. Non è l’unica norma razzista ma è certo la più emblematica.

Il reato di immigrazione clandestina è infatti una norma razzista perché limita, comprime, viola un diritto insito nell’umanità di ogni persona: il diritto di sopravvivenza per sé e per la propria famiglia.

E’ un diritto che non viene concesso da nessuno Stato e che nessuno Stato può cancellare perché è proprio di ogni essere umano.

Gli Stati che lo violano non sono più civili degli altri, come dice Grillo citando Francia, Gran Bretagna, U.S.A.

Sono, se mai, più agguerriti degli altri nel difendere la ricchezza superflua che hanno accumulato entro i propri confini, molte volte sfruttando le risorse e le ricchezze dei paesi da cui provengono gli immigrati.

Il grande accumulo di ricchezza superflua nei paesi del nord del mondo non è venuto solo dal sudore della fronte dei suoi abitanti, ma anche dalle razzie e dai genocidi che dal 1500 in poi gli europei dei due mondi hanno perpetrato verso i popoli indigeni del sud.

Questa enorme ricchezza superflua fa da bilancia alla enorme miseria che si accumula e cresce nei paesi del sud del mondo.

E’ inutile che Grillo scriva quello che scrive, illustrando ciò che sostiene con la fotografia emblematica di una donna anziana povera, che cerca di che vivere tra i rifiuti urbani. Quella povera donna non è più povera perché ci sono gli immigrati: è più povera perché ci sono troppi ricchi troppo ricchi da continuare ad appagare.

Per questo lo Stato difende i sacri confini, innalza mura sempre più alte e versa lacrime di coccodrillo quando naufragi, inevitabili grazie alle sue leggi, vengono a disturbare la quiete del bel mondo.

Alla base di questa concezione e di quelle leggi c’è, per quanto si voglia a parole negarlo, la convinzione che “gli altri”, “gli extra”, “i neri”, “i rom”, “gli ebrei”, “gli islamici” “ecc.” siano meno uomini di chi è più forte e grazie alla forza può distribuire convenienti patenti di umanità.

Ebbero diritto, come scrisse sarcasticamente Giuseppe Parini nel ‘700, Pizzarro e Cortes  a pensare che non fosse sangue umano quello che scorreva nelle membra delle popolazioni maya e incas, di modo che poterono eliminarle senza ritegno per portare al palato del giovin signore gli aromi deliziosi, il caffè la cioccolata, con cui è solito fare colazione.

Ben diversa sarebbe la condizione del mondo se ci pensassimo tutti partecipi della medesima umanità perché potremmo discutere i problemi e cercarne le soluzioni senza calpestare il diritto di nessuna persona.

Invece il nord del mondo ha stabilito, dato che gli conveniva, di liberalizzare la circolazione delle merci e di impedire la circolazione delle persone dal sud al nord, mantenendo le popolazioni del sud allo stato di servi della gleba al servizio del nord e delle oligarchie autoctone che governano per conto terzi quei paesi.

Pensarci partecipi della stessa umanità, consentirebbe di affrontare il nodo immigrazione in modi diversi. Perché non sarebbe un reato la libertà di cercare la felicità, ma un dato di fatto di cui tenere conto nell’individuare soluzioni eque. Non si può sempre dire: prima viene la nostra roba e poi la vostra libertà e pensare che possa sempre funzionare.

Non si può costringere le persone a diventare merce di contrabbando per gli schiavisti del 21°  secolo.

Io plaudo, a differenza di Grillo, all’emendamento proposto dai Senatori 5 Stelle e approvato dal Senato e mi auguro che la legislazione in materia venga cambiata. Dubito che succederà e comunque non sarà sufficiente a cambiare la situazione dei migranti. Lo Stato ormai gira su se stesso e si preoccupa del proprio interesse che quasi mai coincide con l’interesse delle persone.

Infatti stanno già mettendo in movimento le forze armate per monitorare il canale di Sicilia e impedire nuovi naufragi, in realtà per dissuadere i migranti da nuove partenze e rendere più solido il muro che divide.

Ciò che può contare veramente è il nostro personale cambiamento a pensarci uomini uguali e a comportarci di conseguenza. La pena di morte verrà abolita quando non troveranno più nessuno disposto a fare il boia.

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1 Commento

  1. Nicolò

    Il post di Grillo è allucinante e schifoso. Se ne andassero serenamente fuori dalle palle lui e l’altro guru e lasciassero lavorare le persone intelligenti che ci sono in parlamento senza l’angoscia che qualsiasi cosa dicano verranno poi infamati. Il comportamento di Grillo verso gli eletti del suo movimento può benissimo essere considerato stalking:
    “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”

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