Stanno svuotando la democrazia.

 

renzi

Il polverone sollevato in questi giorni attorno al Movimento 5 Stelle dai principali mezzi di comunicazione sovvenzionati dallo Stato e dai principali esponenti dei partiti, del Governo, delle Istituzioni democratiche, grazie a cui quei mezzi di comunicazione sono foraggiati, ha uno scopo bel preciso.

Bisogna dire che  il M5S ce la mette tutta, come sempre, a farsi oscurare dai tromboni della propaganda di Stato, ma in questo caso il coro gracchiante è talmente all’unisono da risultare sospetto anche all’osservatore meno smaliziato, purché sia contemporaneamente immune dal clericalismo di bottega che sta annebbiando, in modo forse definitivo, quanto di nobile resta ancora nella politica.

Lo scopo del polverone è di non far sapere ai popoli delle primarie – in genere formati da pensionati con tessera sindacale, tanto è vero che non una parola è stata spesa dei sindacati sui soldi regalati alle banche – che il Parlamento ha convertito in legge un decreto del Governo che ha appunto trasferito dalle riserve della Banca d’Italia, patrimonio pubblico, a quello delle banche, patrimonio privato, quattro miliardi di euro con artifici contabili che pagheranno i soliti pantalone.

Contro questo il M5S ha fatto ostruzionismo. Riporto quanto ha scritto in merito l’economista Loretta Napoleoni su “Il fatto quotidiano” del 30 gennaio 2014.

Vediamo di analizzare per una volta tanto i fatti.

Non c’è stata alcuna privatizzazione di Bankitalia per il semplice motivo che questa banca è già stata privatizzata nel 1992 quando Mario Draghi ha venduto gran parte dei nostri gioielli di famiglia. E’ stato allora che le banche di diritto pubblico azioniste di Bankitalia sono passate in mano privata senza che gli acquirenti contribuissero con  un solo centesimo al capitale della Banca d’Italia.

La proposta approvata del governo Letta era quella di aumentare il valore dei pacchetti azionari attraverso la ricapitalizzazione di Bankitalia il cui capitale era ancora fermo ai valori del 1936, e cioè circa 156 mila euro, pari a 300 milioni di vecchie lire. Gli aumenti di capitale ortodossi si fanno chiedendo ai soci di aumentare il capitale investito nell’impresa, quelli non ortodossi e truffaldini si fanno con giochetti contabili.

Il governo Letta ha concesso alla Banca d’Italia di usare 7,5 miliardi di euro delle riserve statutarie per aumentare il proprio capitale. Le riserve statutarie sono in monete estere ed appartengono al patrimonio dello Stato, non al capitale della banca centrale. Bankitalia gestisce questo patrimonio come una qualsiasi banca gestisce quello dei propri correntisti. A sua volta le riserve statutarie appartengono alla nazione Italia, sono soldi accumulati per noi, è una parte della nostra ricchezza monetaria.

Quindi, va bene che una parte sia servita a non farci pagare l’Imu, sono soldi nostri, i nostri risparmi e ci possiamo fare ciò che vogliamo. Il problema si pone quando 4 di questi miliardi vengono usati esclusivamente per aumentare il capitale di Bankitalia e, quindi, per far salire il valore delle azioni degli azionisti, e cioè banche private. Adesso immaginate che la vostra banca faccia una cosa del genere e voi vi ritroviate con i risparmi dimezzati mentre gli azionisti della banca si ritrovano con azioni maggiorate di valore che vanno subito a vendere realizzando un profitto pari alla vostra perdita. Sarebbe uno scandalo epocale. Ebbene questo hanno fatto il governo e il Parlamento e questo l’opposizione voleva evitare.

Vi chiederete ma perché il governo fa questo regalo alle banche? E la risposta è semplice: chi pensate che dal 2010 ad oggi acquista ogni mese i titoli di Stato necessari per ripagare l’interesse sul debito? Sempre loro, anche e soprattutto con i nostri soldi. Le banche hanno troppi pochi capitali ed il 2014 è l’anno dei controlli e delle nuove regole imposte da Bruxelles sulla capitalizzazione del sistema bancario. Insomma, il debito richiede che governo e banche siano soci in affari, anche quando questo business va contro gli interessi del paese.

Il sistema di contabilità bancarie e finanziaria offre ampie possibilità per imbrogliare il prossimo, è per questo che esiste l’informazione e l’opposizione, ma se la prima è complice e la seconda viene stoppata, o meglio ghigliottinata, allora le cose si fanno serie.

Oggi ogni italiano è più povero di 7,5 miliardi di riserve statutarie, 3,5 miliardi gli hanno evitato di pagare l’Imu, gli altri sono stati fagocitati dalle banche.”

L’azione di ostruzionismo del M5S stava per risultare vincente poiché il Decreto Legge stava per decadere (è vero che decadeva anche la normativa sull’IMU, ma questo per colpa del Governo che non aveva accettato la proposta M5S di separare le due questioni IMU e Bankitalia) e così è intervenuto l’arbitro (la Presidente della camera) a commettere un arbitrio, decretando la chiusura della discussione.

Non meritava di essere insultata o minacciata per questo, ma certo l’opposizione non può più riconoscere in lei un presidente imparziale, come dovrebbe esserlo chi ricopre quella carica.

Sembra del resto, anche a giudicare dalla proposta di legge elettorale PD-Forza Italia, che l’intenzione di tacitare le opposizioni stia diventando il gioco (inconsapevole?) della politica dei maggiori partiti, trovando complici istituzionali tra le più alte cariche di garanzia. Il gioco è sporco, perché nasconde il rischio di una democrazia autoritaria della maggioranza che avrebbe l’unico scopo di approvare i decreti del Governo.

Neppure in una democrazia presidenziale così autoritaria come quella degli USA, il potere legislativo è messo nell’angolo, così come succederebbe se passasse la legge truffa PD-Forza Italia.

Anche contro questa riforma il  M5S si sta battendo, dando evidentemente troppo fastidio.

Si vuole in sostanza far passare l’idea che la rappresentanza della Nazione coincida con la maggioranza di Governo e per farlo stanno svuotando la Democrazia.

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