Sul plebiscito del 25 maggio

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Credo che l’unico elemento positivo del risultato della lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” consista nell’aver superato l’iniquo sbarramento del quattro per cento. Per il resto, rispetto al risultato delle elezioni politiche 2013 della stessa area di riferimento, c’è un avanzamento percentuale di 0,2 punti, con una perdita in valore assoluto di circa 300.000 voti.
Infatti, nel 2013 alla Camera dei Deputati SEL raggiungeva il 3,2% e RIVOLUZIONE CIVILE il 2,2%. Totale 5,4%.
Oggi TSIPRAS 4,0%, VERDI 0.9%, IDV 0,7% (Verdi e IDV erano confluiti in Rivoluzione Civile). Totale 5,6%.
SEL nel 2013 correva coalizzato con il PD, oggi no. Ciò nonostante non c’è stato un effetto di maggior fiducia nell’elettorato di sinistra che è rimasto a casa o ha dato altri voti.
L’altro elemento positivo sarebbe stato l’aver aperto, anche se ancora in pochi, un nuovo percorso per l’impegno politico antagonista al sistema. Ma, subito dopo il voto, in SEL si è riaperto il dibattito se appoggiare il PD di Renzi ed alcune sue riforme o se proseguire l’esperienza della lista Tsipras che invece questo PD considera avversario da battere.
Se questa mia analisi è corretta, la nuova esperienza è già finita e sinceramente non capisco gli evviva per la ritrovata vitalità della sinistra che si sono sprecati in alcuni articoli apparsi in questi giorni sul Manifesto.
C’è solo da auspicare che i giovani che si sono impegnati a realizzare questo risultato, e a cui va anche il mio, se pur piccolo, grazie, riescano a dare un can per mano a qualche vecchia cariatide che insiste a considerarsi depositaria del verbo a sinistra e intraprendano autonomamente un cammino nuovo. Fatto, per essere credibile, non di seggi istituzionali da conquistare, ma di predicazione di organizzazione di apprendimento di aiuto in tutti i luoghi del disagio sociale, dai quali solo può nascere una società più giusta.

Renzi ha vinto le elezioni europee parlando d’altro, calando le tasse in vista del voto da vero baro da gioco d’azzardo, sfruttando il vuoto di direzione politica, per non dire altro, che caratterizza il centro destra nuovo e antico, e aiutato dal Movimento 5 stelle che non ha saputo essere all’altezza della situazione.
A mio parere il M5S avrebbe dovuto inchiodare il PD e il centro destra alle loro gravi responsabilità per avere applicato senza battere ciglio le ricette dell’Europa dei banchieri e per essere quindi corresponsabili dei danni sociali causati. Questo messaggio è stato solo sfiorato, preferendo trascinare la campagna elettorale in una tenzone da cavalleria rusticana, sottovalutando i mezzi dell’avversario.
Il risultato non è stato una disfatta, come gorgheggiano i centrosinistridestristi ma anche alcune di quelle cariatidi di cui sopra.
E’ stata una battuta di arresto soprattutto per i principali contenuti programmatici con cui quel movimento si è finora caratterizzato.
La politica trasparente e pulita, la democrazia diretta, la tutela dell’ambiente.
Sembrava che gli elettori apprezzassero, invece par di capire che è ancora troppo popolare il detto “Franza o Spagna purché se magna …”
La riprova sta nel modo fisiologico con cui sono state digerite le nuove inchieste sulla greppia della corruzione pubblica.
Ora Renzi ha le mani libere per tentare quella riforma autoritaria della democrazia e dello Stato che le oligarchie del denaro della burocrazia dell’esercito della magistratura hanno progettato per lui, per rendere un servizio alla governabilità del paese (Ma quando mai è stato ingovernabile? Sono, se mai, le camarille politiche ad essere inquiete ad ogni piè sospinto, per qualsiasi poltrona in palio, tanto da scambiare quasi sempre il loro interesse a conquistarla, con l’interesse del paese.).

Questa riforma autoritaria la faranno approvare anche dagli ex comunisti che ancora restano in Parlamento, i quali hanno imparato ad approvare tutto senza ritegno, che sia Monti o Letta o Renzi a proporlo, non fa differenza, sostenuti dagli elettori ex comunisti, lo zoccolo duro degli ex, sessantottini e non (ma che l’hanno fatto a fare il sessantotto) , che forse pensano che ora la rivoluzione si faccia così.
L’ultima votazione a favore riguarda il decreto sull’emergenza abitativa del compagno ministro Lupi, provenienza Comunione e Liberazione.
Hanno stabilito il divieto di fornire acqua luce gas e residenza a chi occupa abusivamente un alloggio. Che ci siano minori o persone in difficoltà o rifugiati politici con diritto d’asilo, non ce ne può fregar di meno. Come dicono in val di Cornia.
Ha protestato anche l’Alto Commissariato dell’O.N.U. per i rifigiati, eppure hanno votato e approvato con grande ragione l’editto di Renzi il riformatore. Bravi. Fine.

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