SFREGIO ALLA DEMOCRAZIA

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La democrazia è il governo del popolo, lo dice l’etimologia della parola stessa. Ma se il popolo non si esprime, non vi può essere regime democratico. Se si esprime solo una minoranza del popolo, non si può costituire un governo democratico. Si potrà costituire un governo della minoranza del popolo che non avrà alcuna investitura a rappresentare il popolo. La legge democratica funziona così. Se non funziona così, vuol dire che nella legge c’è un trucco che consente alla minoranza di fare come se fosse maggioranza. E questo non è buono.
Il popolo, se non vuole essere un popolo di sudditi, non deve rispettare le leggi e le altre regole decise dalla minoranza.
Il popolo deve costringere, senza violenza, ma con una forte non violenza attiva della parola, alle dimissioni la minoranza che si comporta come maggioranza, in forza di una circostanza fattuale che niente ha a che fare con la democrazia.
Per questi motivi io credo che l’unica cosa giusta che dovrebbero fare gli eletti (o meglio, gli eletti con il trucco) ai Consigli delle Regioni Emilia Romagna e Calabria, è quella di dimettersi, cioè rinunciare a barare, per ridare la parola al popolo.
Al di fuori di questa soluzione non ci può essere che arbitrio.

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1 Commento

  1. Vorrei aggiungere un pensiero all’articolo scritto ieri sulle elezioni regionali. Per diche che sfugge alla maggior parte dei commenti sulle elezioni regionali di domenica 23/11/2014 il significato reale dell’astensione degli elettori.
    La maggioranza degli elettori, la stragrande maggioranza degli elettori, non si è fidata dei candidati che avrebbe dovuto scegliere come amministratori della propria regione. Non ha avuto il pelo sullo stomaco, che invece hanno avuto i partiti, per mettere nelle mani di quei candidati le ingenti risorse che una Regione deve amministrare.
    Considerato che quelle risorse provengono dal lavoro di quegli elettori, non andando a votare, hanno voluto dire a quei candidati che se ne guardassero bene dal mettere le mani nel loro portafoglio.
    Il significato primo della democrazia è quello di scegliere gli amministratori del patrimonio comune. Se la maggioranza degli elettori si rifiuta di sceglierli all’interno dei candidati proposti, non vuol dire che quel patrimonio lo potranno amministrare i candidati scelti dalla minoranza degli elettori anche se, per una interpretazione truffaldina della democrazia, faranno finta di nulla e andranno avanti così.
    Dignità vorrebbe che quegli eletti con il trucco riconoscessero di non essere legittimati a rappresentare chicchessia e se ne andassero a casa, rimettendo il pallino nelle mani degli elettori.

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