VENERE E LA LUNA

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I ricchi hanno tutte le libertà anche quella di emigrare. I poveri non hanno la libertà di emigrare ma hanno quella di affogare.

Questa è una delle leggi europee, confermata dalla razzistica legislazione italiana che comprende il reato di immigrazione clandestina e l’istituzione dei campi di concentramento per immigrati.

Non hanno colpa i ricchi, ma i burattini che ci governano e che noi costantemente, senza fare una piega votiamo e rivotiamo.

I mandanti delle stragi del Mediterraneo vanno ricercati nei Governi degli Stati europei.

Invece quegli stessi mandanti ci raccontano la favola, primo fra tutti Renzi, di voler andare in Libia con l’esercito per bombardare gli esecutori materiali.

Quanto sono ipocriti e meschini questi governanti e i parlamentari che li sostengono.

C’è del marcio in Danimarca ma c’è pure del marcio a Roma.

Se andranno in Libia con la scusa di affondare i barconi, andranno in verità per il petrolio, come ci andarono con la NATO per scalzare Gheddafi, ostacolo troppo grande per i disegni neo coloniali della globalizzazione.

L’unica cosa seria che possiamo fare noi cittadini è quella di organizzare un ponte di barche tra il nord Africa e le nostre coste per consentire a chi ha bisogno di emigrare di farlo in libertà e sicurezza.

Una volta i contadini poveri dicevano che una bocca in più da sfamare in famiglia non era un problema.

I nostri Governi, con il nostro consenso, stanno buttando nel mare una montagna di milioni per difendere i confini dai poveri che chiedono aiuto. Basterebbe spendere diversamente quei milioni per eliminare incredibili sofferenze e ridare una luce di speranza a chi scappa dalle guerre, innescate o alimentate dall’occidente, e dalla miseria.

Voglio poi aggiungere un’altra impressione.

Ieri sera ho ammirato diverse volte Venere che pareva inseguire una falce di luna nella sua corsa a tramontare sotto la linea dell’orizzonte. Era uno spettacolo incredibile, nel buio della campagna, in un cielo terso e limpido che anche la più piccola stella riusciva a farsi notare, e tutte insieme sembravano contemplare con me quella corsa.

Ecco, ho pensato che certi problemi diventano più semplici da affrontare se ci pensiamo tutti come persone uguali che vivono sotto lo stesso cielo, se ci pensiamo cioè come infinitesima parte di un cosmo illimitato.

La nostra cultura invece ci insegna a pensarci solo nella Storia, la storia dell’Occidente ovviamente, e in questa storia inglobiamo anche il cosmo che ovviamente è quella cosa descritta dalla nostra scienza, che diventa la Scienza per antonomasia. Abbiamo imparato così a non confrontarci con le altre culture, le altre storie, le altre scienze. Abbiamo imparato a imporre a tutti la nostra cultura, la nostra storia, la nostra scienza. In realtà questa grande storia è stata soprattutto storia di genocidi di altri popoli e di stermini di massa perpetrati da governanti da operetta, al servizio di qualche padrone o di qualche rivoluzione.

La pace e la libertà sono altre cose. Richiedono prima di tutto il rispetto reciproco.

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