RESA, ALTRO CHE RESISTENZA!

resa

Finita la fase di sovradosaggio di retorica sulla patria, la libertà, la resistenza che, ogni anno ormai, con sempre maggior enfasi ma con scarsa autenticità,  ci viene propinata nei dieci giorni precedenti il 25 Aprile dalle somme autorità, si torna, deposti i paramenti della pomposità, al lavorio più sordido di smontaggio delle istituzioni repubblicane nate appunto dalle idee dell’antifascismo resistenziale.

La retorica infatti è  buona per tutti perché, essendo appunto retorica, non dice nulla, ma serve più che altro per far prendere aria in grandi quantitativi alla bocca dei retori e con quell’aria gonfiare idee e concetti vuoti, tanto per non perdere l’occasione di apparire anziché di essere.

Infatti, se qualcuno di questi magister utriusque militiae,  qualcuno di questi duces fosse stato e non solo apparso, avrebbe dovuto dire a Marzabotto come a Milano: “da domani, con le idee dell’antifascismo resistenziale sulla res publica, si chiude”.

L’inizio della discussione alla Camera dei Deputati della nuova legge elettorale, combinata con il progetto di controriforma costituzionale, equivale appunto a questo. Chiudere con quelle idee e avviare lo smantellamento della Costituzione anche per ciò che riguarda l’impianto e l’organizzazione degli organi della democrazia, nati dalla Resistenza.

Anche: perché con i principi di socialità e solidarietà, formalmente ancora presenti, si è già chiuso quando è stata inserita nella Costituzione la norma sull’obbligo del pareggio  di bilancio. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono…..” “purché restino soldi da spendere dopo aver pagato gli interessi agli speculatori finanziari di tutto il mondo.”

Anche: perché con i principi di un ordine internazionale fondato sulla cooperazione e non sulla forza, si è già chiuso quando, violando la Costituzione, i Governi hanno trascinato l’Italia nelle guerre della globalizzazione (Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Somalia, Libia). “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali …” “fin tanto che la NATO non decida diversamente.”

E quali erano quelle idee?

Che il Parlamento fosse centrale tra gli organi della democrazia, in quanto rappresentanza effettiva della Nazione, costituito con il voto libero ed eguale di tutti i cittadini.

Ora invece i novelli duces vogliono che la centralità appartenga da un Governo (controriforma costituzionale in itinere), espressione di una casta autolegittimata, che guidi l’amministrazione dello Stato e diriga pure i lavori del Parlamento, (a quando la sottomissione della magistratura inquirente al Governo?), in gran parte nominato dalla casta stessa (ecco la riforma elettorale), nonostante il circo equestre delle elezioni burla a cui i cittadini saranno chiamati a partecipate. Se anche non partecipassero sarebbe lo stesso. Il meccanismo girerebbe egualmente, basta che a votare ci vadano anche soltanto i candidati da eleggere. Un Parlamento che, così malmesso,  sarebbe chiaramente inutile.

Che diventerà inutile non lo dice nessuno perché comunque resta l’aspirazione anche tra i contrari alle riforme, ma genuflessi come i favorevoli, a venire cooptati tra i membri della casta, se non altro per concorrere a spartire le prebende, per il solo fatto di sedersi su quegli scranni. E tutti sanno che per sedersi non è necessario spremere le meningi.

A questo serve la renziana  legge elettorale che il Parlamento si lascerà imporre. Non si dica infatti che Renzi  vuole imporre la nuova legge elettorale. E’ il Parlamento che, già sottomesso al Governo, si sta per arrendere.

D’altra parte che ci si deve aspettare da un Parlamento che resta arbitrariamente in carica, nonostante sia stato eletto con una legge incostituzionale?

Se l’epilogo sarà quello voluto da Renzi e “le riforme” saranno approvate, un Parlamento illegale alla fine avrà sfregiato irreparabilmente la Costituzione e limitato fortemente il potere del voto dei cittadini. Questa cosa si chiama, se si vuole essere onesti, colpo di stato.

I cittadini intanto dormono o si lasciano imbonire dai tromboni della stampa e del video (libera e libero entrambi, per carità!) …, ma la maggior parte stanno con Renzi anche se voteranno a destra.

Non c’è bisogno però di nessuna insurrezione per fermarli, basterebbe che chi non è d’accordo parlasse per dire di no.

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