LIBERTA’ DI FAMIGLIA

unioni civili

Non so oggi, ma ieri, a girare sui siti internet,  si poteva respirare un’atmosfera da secentesca caccia alle streghe, da parte dei soliti che le streghe e gli omosessuali nel seicento li ammazzavano veramente, come a caccia si uccide la selvaggina.

Dunque gli eredi di Carlo Borromeo, che le streghe le uccideva  anche a quattro alla vota e anche contro le norme del processo inquisitoriale –  sarà per questo che lo hanno fatto santo subito e che, dall’alto di quella stupida statua gigantesca, in bronzo, domina il lago Maggiore, quasi a far la guardia ai possedimenti famigliari  – hanno starnazzato una intera giornata contro l’eliminazione, la quasi eliminazione, degli ostacoli che impedivano ai gay di esercitare il diritto, insito in ogni persona, di vivere la propria vita sentimentale in piena libertà. Perché non può essere la legge che attribuisce questi diritti che sostanziano l’umanità di ciascuno di noi. La legge può creare ostacoli, discriminando, a che tutti possano vivere la propria personalità.

Con la legge sulle unioni civili, purtroppo approvata da un Parlamento illegale, sono stati tolti molti ostacoli giuridici che comprimevano assurdamente la libertà di molte persone, discriminando sui loro orientamenti sessuali. Per quale motivo gli integralisti di tutte le religioni monoteiste, si sentono sfregiati nella loro dignità? Perché esistono nelle loro religioni precetti di condanna e discriminazione verso le persone omosessuali?

Evidentemente non tutti oggi sono disposti a conformarsi a tali precetti oscurantisti, nel senso che oscurano la libertà delle persone che, se vissuta senza violenza, non può essere oscurata da nessuno.

D’altra parte questi stessi integralisti sono molto meno integralisti quando si tratta di applicare altri precetti positivi delle loro religioni come quelli che affermano di amare il prossimo come se stessi. E dunque accolgano questa legge anche solo con la flessibilità mentale con cui loro stessi si comportano in altre situazioni e staremo tutti meglio.

E non si preoccupino della conservazione della famiglia, la cui vitalità sta a cuore a tutti. Ma non della famiglia fondata sul dominio del  maschio sulla femmina, che è la famiglia propugnata dalle loro religioni. Io, da piccolo avevo sempre creduto che i maschi dovessero rispettare dieci comandamenti e le femmine solo nove, tanto erano uguali agli occhi di Dio l’uomo e la donna. Poi più avanti ho capito che non era agli occhi di Dio, ma dei preti.

No, non è quella famiglia che vogliamo conservare, ma costruirne un’altra nella libertà, nel rispetto, nella uguaglianza e dignità dei coniugi, siano essi etero o omosessuali.

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